Nell’anno in corso si sono rivolti a me già quattro persone che versano in uno stato di sovraindebitamento.
Si sono ritrovati, per diversi motivi, a non riuscire più a sostenere il pagamento dei prestiti finanziari, dei tributi, del sostentamento familiare e personale.
Quale è il mio ruolo e il mio compito in quanto avvocato?
E’ quello come Avvocato/Advisor di aiutare il cliente a tracciare il quadro della situazione:
- incontri in studio per ascoltare le motivazioni che hanno portato il cliente a richiedere tanti finanziamenti; per avere chiarimenti e/o ulteriori informazioni;
- raccolta della documentazione bancaria, contrattualistica, familiare in possesso del cliente;
- raccolta delle ricevute contabili circa le spese effettuate a seguito dei finanziamenti concessi;
- richiesta agli Istituti di credito della contrattualista mancante e richiesta conteggio della somma che il cliente deve ancora restituire;
- accesso alla Centrale rischi per avere certezza di tutti i prestiti finanziari fatti dal cliente;
- accesso al catasto immobiliare/mobiliare del cliente;
- raccolta delle informazioni sulle spese affrontate per il mantenimento della famiglia e personale;
Alla fine di questa complicata fase di preparazione il passo successivo è mettere in ordine quanto raccolto.
Ma il mio aiuto al cliente non si esaurisce nella raccolta della documentazione , nella presentazione all’Organismo competente dell’istanza di nomina di Un Gestore della Crisi e nella stretta di mano con il cliente.
Il mio obiettivo è di preparare al meglio la rappresentazione della situazione debitoria della persona che si è rivolta a me e spiegare al professionista che mi succederà cosa ha portato il nostro comune cliente ad una situazione economica insostenibile.
Purtroppo non sempre riesco a dare un parere positivo sulla possibilità di proseguire nella procedura: valuto se ci sono o non ci sono presupposti richiesti dalla legge per usufruire di una esdebitazione parziale e quindi diminuire il carico di debiti.
Il mio obiettivo non è “provare” a fare approvare dal Giudice un piano di esdebitazione ma avere in mano delle motivazioni concrete di difficoltà economica del persona e avere una prova credibile circa la condotta meritevole tenuta dal cliente nel contrarre i prestiti finanziari per motivi imprevedibili, imprevisti e necessari da presentare al Gestore della Crisi – figura professionale importante che dovrà successivamente relazionare formalmente sulla situazione del cliente al Giudice e dovrà convincerlo.
Il mio lavoro si conclude con un parere positivo o negativo. Riporto gli stralci di due pareri:
“L’accesso alla procedura, a parere dello scrivente, non è supportato da documenti probatori sottesi alle dichiarazioni dei signori ……. che giustifichino nei fatti l’esigenza di accedere al credito in modo continuo e frequente, non ci sono i presupposti della meritevolezza e dell’imprevedibilità”
oppure
“Il sovra indebitamento è stato causato da esigenze familiari e personali. Le obbligazioni sono state assunte scientemente con l’intento sia di estinguere precedenti finanziamenti, sia di far fronte a situazione familiari, sia nella speranza di riuscire a non venire meno ai suoi obblighi di genitore e marito ma il complessivo ammontare delle rate mensili dovute ai finanziamenti contratti non permette un adeguato sostentamento familiare.”
Il mio parere professionale dato in tutta onestà e impegno – ovviamente – non è vincolante e nulla impedisce al cliente di stringermi la mano e rivolgersi ad altro professionista.






