Vessati dalle tasse è quasi impossibile, anzi toglierei anche il “quasi”, non essere debitori del Fisco.
Cartelle esattoriali, avvisi di pagamento, messe in mora, intimazione a pagare, trovano posto nelle cassette postali di tutti noi.
Quando ne diventiamo i destinatari è arrivato il momento di cercare di mettersi al riparo dalle azioni che l’Agenzia delle Entrate – Riscossione ha in potere di promuovere per incassare il denaro che noi dobbiamo al Fisco.
Prendo spunto da una situazione spiacevole capitata ad un mio cliente per parlare della procedura di pignoramento dei crediti presso terzi promosso dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Il cliente, debitore del Fisco, ha rateizzato, accedendo anche agevolazioni e/o rottamazioni, una notevole somma.
Ma l’Agenzia delle Entrate-Riscossione , con occhio oramai vigile e attento, nota che all’appello manca una cartella di pagamento non pagata e non rateizzata. Ed è cosi che neanche un anno dopo dalla notifica della cartella di pagamento, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione attiva il recupero forzoso della somma e procede con il pignoramento del conto corrente del contribuente.
La Banca presso cui il contribuente è titolare del conto corrente, nella persona del funzionario addetto (che sicuramente compete per diventare il “miglior dipendente” dell’anno 2025!!!!) , a soli due giorni dalla ricezione dell’invito da parte dell’Agenzia delle Entrate blocca il conto corrente e congela la somma di denaro presente sul conto.
Arriva la telefonata del cliente angosciato per capire cosa fosse successo e come risolvere.
E’ necessario premettere che l’Agenzia delle Entrate non ha commesso, almeno in questo caso, alcun errore nell’eseguire il pignoramento delle somme sul conto corrente, ne ha il diritto per legge.
Ma c’è un punto chiave che è necessario tenere ben a mente quando si riceve un pignoramento di questo genere: il pignoramento del conto corrente può essere revocato e pertanto le somme possono ritornare nella disponibilità economica del cliente.
Vediamo come:
- si hanno 60 giorni di tempo per pagare l’intera somma richiesta con il pignoramento;
- si può nell’immediato chiedere una rateazione della somma e non appena concessa pagare la prima rata;
- fare opposizione al pignoramento davanti ad un Giudice nel termine di 20 giorni.
Nei tre casi elencati il pignoramento può essere sospeso.
Il cliente in questione ha chiesto tramite il proprio consulente fiscale la rateizzazione che è stata concessa e nell’immediato ha provveduto a pagare la prima rata.
A seguito di ciò il sottoscritto, verificata la veridicità di quanto riferito dal cliente, ha inviato pec all’ufficio preposto ai pignoramenti presso l’Agenzia delle Entrate -Riscossione chiedendo la revoca del provvedimento ed il conseguente sblocco delle somme sul conto corrente fornendo la prova che il contribuente ha pagato la prima rata cosi come autorizzato.
A questo punto l’Agenzia provvederà alla revoca del pignoramento e comunicherà alla Banca di sbloccare le somme congelate.
Ho consigliato al cliente di adempiere puntualmente al pagamento delle rate perché se non dovesse continuare a pagare l’Agenzia attiverà nuovamente un pignoramento.
Contattami se anche a te l’Agenzia delle Entrate-Riscossione fa paura!






